OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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L'emergenza identità

[text] Vincenzo D'Abbraccio, Unità di crisi, Italy / [images] Unità di crisi, Italy

Identity/Identities è una nuova sezione tematica che sia apre in Aiapzine con questo articolo, in essa confluiranno per lo più riflessioni teoriche ma anche recensioni, segnalazioni e informazioni di mostre e convegni sul tema dell’identità, delle sue trasformazioni, dei suoi processi formativi, delle sue molteplicità, delle sue derive. Siamo consapevoli che occuparsi dell'identità significa trattare un argomento complesso, dai confini sempre incerti; significa chiamare in causa la moltitudine di aspetti e di livelli che entrano in gioco nella formazione (e nella disgregazione) dei processi di identificazione. Parlare e scrivere di identità oggi significa anche avere a che fare con un argomento delicato, ambiguo, soggetto a mistificazioni e strumentalizzazioni quotidiane. Proprio per questo la pratica dello scrivere e del parlare di identità diventa oggi un'urgenza e un'emergenza. Soprattutto per chi come il designer ricopre il delicato ruolo di progettare e costruire identità. [aiapzine]


Identity/Identities is a new thematic section inside Aiapzine, within which theoric thoughts will flow as well as reviews, reports and information about exhibitions and meetings focused on the identity issue, its transformations, its processes, its variety and its drifts. We are conscious that dealing with identity means to treat with a complex issue, made of precarious boundaries; it means to implicate the plurality of events and levels involved in the making (and the breaking up) of identification processes. Discussing and writing about identity today means to deal with a fragile, ambiguous issue, often subject of mystification and exploitation. This is why the practice of writing and discussing about identity today is an urgency and an emergency, especially for the designer who is  the professional in dealing with planning and constructing identities. [aiapzine]


Il concetto di identità è difficile da definire. Potrebbe essere affrontato sistematicamente da un punto di vista matematico, filosofico, psicologico, antropologico, religioso, artistico, linguistico, ma risulterebbe difficile sintetizzarne una definizione unificante. Di certo nel corso dell’evoluzione della cultura umana il concetto di identità è passato attraverso diverse mutazioni.
Dall’identità come percezione di sé, come esserci, all’identità come percezione del sé attraverso narrazioni e rappresentazioni, fino alla esternalizzazione completa del sé attraverso oggetti fisici e simbolici. La complessità dei fenomeni legati all’identità è forse oggi alla base di quella che chiamiamo crisi globale permanente, un sistema di crisi interconnesse in cui si dissolve il concetto di normalità.
La crisi dell’identità è un’emergenza che coinvolge individui, cose, luoghi, territori, relazioni, linguaggi e astrazioni simboliche. In una realtà instabile, non più chiaramente strutturata, vengono meno i riferimenti che fornivano i modelli per la costruzione di identità stabili. I modelli diventano fluttuanti, effimeri, intercambiabili e sottoposti alle regole più generali della domanda e dell’offerta, dello spettacolo e del consumo. Un ruolo centrale in questa complessità di relazioni lo svolge oggi il designer, inteso come colui che dà forma alle cose, materiali e immateriali, perché acquisiscano un senso. Designer dell’identità è il progettista di artefatti diversi, l’architetto, l’artista, lo stilista, il regista, lo scrittore, il giornalista, il pubblicitario, e chiunque immetta direttamente nella rete con cui si relaziona nuove forme (modelli d’identità) pronte da consumare.
Ma il designer oggi comincia a percepire l’inadeguatezza del proprio ruolo nei confronti di emergenze sempre più fuori dal controllo, in un contesto perturbato da potenti fattori di complessità.
Alcuni si chiedono se è possibile e cosa vuol dire progettare contro la crisi, nel momento in cui è il design stesso a fornire i modelli della crisi.


The concept of identity is difficult to define. It could be systematically approached from a mathematical, psycological, anthropological, religious, artistic, linguistic point of view, but it would result difficult to syntethise a unifying definition. Certainly, during human cultural evolution the concept of identity went through various mutations. From identity as perception of the self, as being here or existing, to identity as perception of the self through narrations and representations, up to the complete externalisation of the self through physical and symbolical objects. The complexity of the phenomenons linked to identity is maybe today at the basis of what we call permanent global crisis, a system of crisis that are interconnected, in which the concept of normality is dissolved. The identity crisis is an emergency that takes into account individuals, things, places, territories, relations, languages and symbolical abstractions. In an unstable reality, that is no longer clearly structured, the references that provided models for the reconstruction of a stable identity come short. Models become f luctuant, ephimeral, interchangeable and subdued to the more general rules of offer and demand, of the show business and consumption. A central role in this complexity of relations is today played by designers, as the ones that shape things, material and immaterial, in order for them to acquire meaning. An identity designer is the one who designs different artifacts, the architect, the artist, the fashion designer, the director, the writer, the journalist, the ad designer, and whoever directly inserts in the web with which he relates, new forms (identity models) ready to be consumed. But designers today are beginning to perceive the inadequacy of their own role towards emergencies that are increasingly out of control, in a perturbed by powerful complexity factors. Some ask themselves whether it is possible or what it means to design against the crisis, in a moment in which it is design itself that provides the models of the crisis.


Inserito da aiapzine | 16.03.11 | commenti (0) | Identity/Identities | stampa




 
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