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[text] Stefania Fucci, Spain / [images] Stefania Fucci, Spain

In Spagna il movimento del 15 Maggio nessuno se lo aspettava. Certo il malcontento c’era già da tempo e forte, sentito. Eppure, che un semplice comitato di cittadini svincolato da ogni tipo di sigla politica o sindacale potesse, da solo, attraverso la rete, riuscire a organizzarsi e a dar voce all’insoddisfazione, all’indignazione di Madrid e di altre 60 città della penisola iberica, questo no, non era stato previsto.

I manifestanti sono ancora lì, a Puerta del Sol, e promettono di rimanerci per un'altra settimana, poi la sfida sarà organizzare i quartieri, istituire i comitali locali, capillarizzare il movimento. Le prime proposte ci sono già, si tratta di otto obiettivi, ognuno dei quali dettagliato in più punti; si parla di eliminazione dei privilegi della classe politica, di misure contro la disoccupazione, di diritto alla casa e a un servizio pubblico di qualità, di controllo delle entità bancarie, di riforma fiscale, di democrazia partecipativa e di riduzione della spesa militare. 

Sono proposte ‘difficili’, è vero, ma qui tutti sembrano credere nella possibilità di metterle in atto. Semplicemente stando uniti e organizzandosi. L’importante è sfuggire alla strumentalizzazione, evitare gli incidenti puntando sul coordinamento: medici e avvocati di guardia, volontari per aiutare lo scorrimento del traffico – Puerta del Sol è in parte percorribile da taxi e autobus – lo spazio per i bambini, il chiosco delle riviste, la zona dedicata all’assemblea ("Se sei d’accordo agita in alto le mani"), una città nella città che, come dicono i manifestanti, è fatta di "persone normali" che tutte le mattine si alzano per andare a lavorare, alcuni progressisti, altri conservatori, alcuni giovani, altri giovani di sessant’anni, di diversa appartenenza politica, ideologica e di distinta fede religiosa, tutti però accomunati dall’indignazione nei confronti del sistema economico e governativo che non risponde alle esigenze del cittadino e che, anzi, come dicono, è un ostacolo al progresso dell’umanità.

Un problema appare chiaro a Puerta del Sol. Chiunque, dall'esterno, voglia avvicinarsi al movimento deve essere davvero estremamente interessato e avere anche una discreta quantità di tempo a disposizione per emergere vivo dalla marea di messaggi e di informazioni che ogni giorno vengono generati. La piazza, la stazione della metropolitana, la statua dell'orso simbolo della città, sono completamente ricoperti di messaggi che chiunque può decidere di scrivere e affiggere. È un po' il concetto della bacheca in una community, ma qui ancor più che su Facebook, è facile distogliere l'attenzione, e purtroppo è anche facile che menti pigre finiscano per ridurre tutta la mobilitazione al solito movimento di rivolta adolescenziale. Eppure, se ribellarsi è facile e organizzare la propria ribellione in proposte concrete lo è certamente meno, forse la vera sfida, in una società che pensa con gli occhi, sarebbe riuscire a comunicare con efficacia, a chi sta dall'altra parte, un messaggio chiaro e univoco.

Isidro Ferrer, illustratore e grafico che fra i disegnatori spagnoli è attualmente uno dei più acuti e pregnanti, ha realizzato un manifesto di sostegno al 15-M giocando con l'assonanza fra l'onomatopeico 'pam', frastuono provocato dell'inaspettata rivolta, e la parola 'pane', in spagnolo 'pan', antonomasia di tutte le lotte popolari. Di seguito le parole con cui, attraverso un breve scambio di email, ha voluto spiegarci la necessità di dar forma alla sua adesione:
"El cartel es la respuesta inmediata a la necesidad de sumar mi voz y dotarla de contenido gráfico al clamor general de una parte de la sociedad civil española ante el deterioro de las instituciones públicas de este país. Los diseñadores tenemos la posibilidad de opinar utilizando los recursos de los que disponemos y esta oportunidad para canalizar el pensamiento crítico y dotarlo de contenido gráfico hay que aprovecharlo cuando la situación lo requiere.
Yo así lo he hecho sumándome al malestar de una parte de la población, expresándome en favor de una serie propuestas justas al servicio de recuperar la justicia social y una cierta normalidad democrática que la clase política de este país ha olvidado. En un movimiento de este tipo cualquier aportación en el terreno de la comunicación es válida, en el caso de la comunicación visual, igualmente, pero si los mensajes están bien elaborados y se ponen al servicio de un propósito claro, el mensaje puede llegar con mayor nitidez y eficacia que si el lenguaje utilizado no se expresa con claridad. Creo que los instrumentos de la comunicación visual nos permiten ponerlos al servicio de aquellas causas que deseemos potenciar y amplifican desde el lenguaje iconográfico los valores semánticos de los manifiestos."

"Il manifesto è la risposta immediata alla necessità di dare contenuto grafico alla mia voce e di unirla al clamore generale di una parte della società civile spagnola in risposta al deterioramento delle istituzioni pubbliche di questo paese. Noi disegnatori abbiamo la possibilità di esprimere la nostra opinione utilizzando i mezzi di cui disponiamo e questa opportunità di canalizzare il pensiero critico e dotarlo di contenuto grafico bisogna sfruttarla quando la situazione lo richiede.
È quello che ho fatto: unirmi al malessere di una parte della popolazione, esprimendomi a favore di una serie di proposte valide al servizio del recupero della giustizia sociale e di una certa normalità democratica che la classe politica spagnola ha dimenticato.
In un movimento come questo qualunque apporto sul terreno della comunicazione è valido; così pure nel caso della comunicazione visiva; però, se il messaggio è elaborato con chiarezza e si pone al servizio di un proposito chiaro, può arrivare con maggiore nitidezza ed efficacia rispetto a quando il linguaggio utilizzato non si esprime chiaramente. Credo che gli strumenti della comunicazione visiva possano essere posti al servizio di quelle cause che desideriamo potenziare e amplificano, partendo dal linguaggio iconografico, i valori semantici dei manifesti."


Inserito da aiapzine | 26.05.11 | commenti (3) | Grafica attiva | stampa




commenti:

  Finalmente un autentico spaccato del movimento 15M! Ho avuto l'impressione, seguendo i canali informativi spagnoli e specialmente italiani, che ci sono stati più sforzi nel commentare e documentare il movimento di protesta che nel cercare di cogliere l'ondata di forza e d'energia generata in così poco tempo.

gdcesare il 26 mag 11 alle 18:36


  ... d'altronde le multinazionali e, appresso a loro la politica (con la 'p' minuscola) si sono accorti da tempo della potenza del linguaggio visivo (d'altronde non del tutto impropriamente si dice che noi essere umani, anche in questo caso con la u minuscola, abbiamo una mente 'visiva'); è quindi arrivata l'ora di mettere al servizio della Politica, anzi della POLITICA, questi strumenti ed andare oltre lo squallido marketing!

pinobrino il 26 mag 11 alle 22:22


  Un fenomeno interessante (e civile) che, come anche tutte le rivolte del nord-africa andrebbe maggiormente analizzato per quanto riguarda gli aspetti della comunicazione e della diffusione delle informazioni.
Il bel manifesto di Ferrer mi sembra che ponga il tema del rapporto tra la necessità di semplificazione del messaggio con la complessità dei fenomeni.

mariofois il 01 giu 11 alle 23:07



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Isidro Ferrer, PAM ! ¡Democracia real ya! No somos mercancia en manos de politicos y banqueros (Non siamo merci nelle mani di politici e banchieri), manifesto di supporto al movimento, 2011.  

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