Considerazioni sul mestiere di grafico
[text] Paolo Di Vita, Italy / [images] Paolo Di Vita, Italy
La forma del decalogo affronta, in modo ovviamente non esaustivo, una riflessione sul mestiere di grafico, sulle sue trasformazioni e sulle sue prospettive. La questione parte da un incontro con gli studenti del Corso di Laurea in Disegno Industriale di Palermo nell’aprile di quest’anno. Queste considerazioni non vogliono essere un giudizio definitivo su un argomento ampio e complesso. La pubblicazione sulle pagine di aiapzine vuole essere soltanto un pretesto per avviare un confronto di idee ed uno scambio di opinioni tra grafici.
1. La progettazione grafica attuale è caratterizzata da: diminuzione delle commesse, abbassamento dei compensi e delle retribuzioni, riduzione dei tempi di progettazione e di fruizione, peggioramento complessivo della qualità
2. La progettazione grafica attuale non richiede più le competenze specifiche del passato
3. La figura del grafico come produttore di singoli artefatti visivi ha fatto il suo tempo
4. La crisi che investe il mestiere di grafico è strettamente riconducibile alla crisi del contemporaneo
5. Il digitale e la rete hanno cambiato radicalmente i modi di produzione e di fruizione della grafica
6. L’ambiente dell’uomo è caratterizzato da una eccessiva produzione di grafica (segni, segnali, messaggi)
7. La “grafica utile” supera il concetto di “pubblica utilità” della grafica
8. Il grafico dovrà dialogare con altri esperti sulla relazione tra i diversi linguaggi visivi al fine di ottimizzare non solo singoli oggetti ma “ambienti e sistemi visivi” complessi
9. La “grafica utile” introduce il concetto di “ecologia della visione”
10. Il grafico dovrà contribuire a trasformare ambienti visivamente inquinati in ambienti visivamente organizzati, idonei alle necessità e
ai bisogni materiali e immateriali degli individui
Biografia
Paolo Di Vita (Castelbuono, 1957) graphic designer, è stato allievo di Alfred Hohenegger.
Ha realizzato progetti di comunicazione visiva nell’ambito del teatro, della musica
e delle arti visive. Titolare dello studio DiVitaDesign si occupa di grafica editoriale
e di immagine coordinata. Attualmente insegna all’Accademia di Brera a Milano.
Vive e lavora a Palermo.
Bibliografia
Phil Baines, Catherine Dixon, Segnali: grafica urbana e territoriale, Logos, 2004
Jean Baudrillard, Per una critica della economia politica del segno, Mazzotta, Milano, 1974
Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, Laterza, Bari, 2007
Lewis Blackwell, Caratteri e tipografia del XX secolo, Zanichelli, 1995
Edward Booth-Clibborn, Daniele Baroni, Il linguaggio della grafica, Arnoldo Mondadori, Milano, 1979
Giorgio Camuffo, Maddalena Dalla Mura (a cura di), Graphic design worlds/ Words, Electa, Milano, 2011
Andrea Rauch, Gianni Sinni (a cura di), Disegnare le città, Lcd edizioni, Firenze, 2009
Jeremy Rifkin, La fine del lavoro, Baldini & Castoldi, Milano, 1997
Mario Sesti, Matteo Cerami, La voce di Pasolini, Feltrinelli, Milano, 2006
Gyorgy Kepes, Il linguaggio della visione, Dedalo, Bari, 1971
Guido Viale, "Il prezzo della crisi", Il manifesto, 153/2011
Inserito da aiapzine | 25.07.11 |
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Il mestiere (di grafico) che vorrei |
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