OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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Giocare è una cosa seria!

[text] Stefania Lusini, Italy / [images] Stefania Lusini, Italy

Il gioco, cosi come musica e feste popolari, artigianato e tradizioni orali, fanno parte del patrimonio culturale intangibile di ciascuno e sono una fonte essenziale di identità vincolata al passato.
Molte cose si stanno perdendo e molte se ne sono già perse.
La sua natura immateriale è la sua vulnerabilità. Recuperare queste radici giocose è importante, e oggi più che mai una necessità, dato che le trasformazioni sociali degli ultimi decenni hanno spezzato quel legame storico che accomunava i giochi di ieri e quelli di oggi.

Sono scomparsi i modi e gli strumenti legati ad un giocare tradizionale di cui sono rimasti pochi testimoni. Nel nostro presente si tende a dare ogni giorno più importanza al lavoro costruttivo e i bambini sono assorbiti da un sistema che li esercita a base d’interessi artificiali come il premio, la penitenza, dimenticandosi degli interessi naturali come il movimento, il piacere, l’utilità, l’istinto, il gioco e quindi allo sviluppo dell’osservazione, della pazienza, della curiosità, dell’inventiva.
La scuola generalmente vede nel gioco un elemento da neutralizzare. I mass media lo presentano come una merce da comprare, annullandone la validità. Scompaiono i giochi genuini e avanzano quelli confezionati e individualisti.
Sempre e ovunque i bambini hanno imparato a giocare dal contatto con la natura e con il loro intorno, purtroppo ci stiamo dimenticando di tutto ciò, in una sorta di amnesia generale.
La memoria nei processi di ricostruzione fa una selezione, cioè attribuiamo ad alcuni giochi un ruolo preminente rispetto ad altri, spesso non nel posto veritiero che hanno occupato nella vita intima della nostra infanzia.
Le immagini che costituiscono l’idea della mia infanzia sono tante, ma le più magiche sono quella in cui il mio babbo stacca una galla da una quercia e mi dice che può essere una pipa, un’altra dove la mia mamma coglie un bocciolo di papavero, lo preme con indice e pollice ed esce fuori una ballerina con la gonna stropicciata.
Sono state le loro lezioni più forti su quanto, nella vita, gli sforzi immaginativi siano necessari.
Questo progetto non ha nessun tipo di pretesa, se non quella di poter restituire un po’ di quella magia ricevuta. Ma soprattutto vuole fungere da contenitore di tante piccole cose che scompaiono silenziosamente.
Un sito-blog archivio di memorie d’infanzia, bottega di laboratori con bambini, schedario di giochi da costruire. Molti dei giochi presentati sono conosciuti e alcuni molto facili, ma quello che per me è importante non stà nella difficoltà, nel metodo e nella perfezione. Questi giochi non richiedono strumenti complicati ne una straordinaria abilità. Si costruiscono con materiali poveri e che si possano trovare ovunque.


Scarica il pdf della tesi
Giocare è una cosa seria!


Titolo / Giocare è una cosa seria!
Autore / Stefania Lusini
Università / Isia, Urbino
Corso di Laurea / Diploma accademico di secondo livello
in Design e comunicazione per l’editoria

Anno Accademico / 2010/2011
Relatore / Prof. Silvana Sola
Supervisione parte grafica / Prof. Mauro Bubbico


Stefania Lusini
Barcelona
M 0039 328 8989746
M 0034 633 272790
stefanialusini@gmail.com
www.stefanialusini.blogspot.com
www.unacosaseria.it


Inserito da aiapzine | 24.01.12 | commenti (0) | Tesi, ricerche, studi | stampa




 
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Stefania Lusini  

AiapZine
periodico online
Milano
1/2011
ISSN: 2039-9901


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associazione italiana design della comunicazione visiva

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