OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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Le peuple veut

[text] Gianfranco Torri, Italy / [images] Gianfranco Torri, Italy

I moti del 14 gennaio 2011, svoltisi a Tunisi e successivamente in diverse altre parti della Tunisia hanno colto di sorpresa l’opinione pubblica europea che si è trovata davanti a un movimento che, contrapponendosi in piazza al governo del presidente Zine el-Abdine Ben Alì, lo ha infine cacciato dal paese. Aprendo così una stagione di lotte contro i regimi totalitari che si è estesa ad altri paesi del bacino del Mediterraneo. Con percorsi diversi, scadenze elettorali, processi ad ex capi di stato e tendendo ad espandersi in altri paesi del Medio Oriente in cui -da tempo e con forti difficoltà- sono in atto altri momenti di un percorso di lotta per l’affermazione dei diritti e della libertà.

Quasi sempre momenti rivoluzionari hanno utilizzato anche lo strumento del manifesto. Realizzato in alcuni casi in poche copie (talvolta a mano), serigrafato, stampato e affisso sui muri delle città in rivolta, nelle università affissio sovente nelle ore della notte. Ma è ben raro che sia possibile vederli al di fuori del loro contesto, mostrarli mentre sono ancora il segno vivente di una realtà in evoluzione, di un cambiamento in corso.
La mostra “Le peuple veut” presentata nelle vie del Quadrilatero presenta una scelta di manifesti realizzati da grafici tunisini, studenti di Belle Arti di Sfax e da una serie di grafici internazionali che hanno voluto così fornire un concreto appoggio alla Primavera dei Gelsomini.
Una mostra che viene presentata, non a caso, affiggendo copia dei manifesti sui muri di alcune vie di un quartiere del centro storico di Torino. Riproponendoli cioè secondo modalità molto simili (in quanto spazio espositivo urbano) alle condizioni in cui sono stati visti in Tunisia.
Ma l’occasione dell’appuntamento che viene proposto va al di là della “mostra all’aperto”: la presenza di Raouf Karray -coordinatore e responsabile del progetto- a Torino, in occasione del primo giorno dell’affissione, costituisce anche una preziosa opportunità, offerta dall'incontro che si è tenuto nella mattina dell’1 dicembre, durante il quale è stato possibile avere dalla sua diretta voce un racconto diretto degli avvenimenti che si sono svolti in Tunisia.
Ma Raouf è anche autore di manifesti e docente di grafica ed ecco formarsi, quasi spontaneamente, il primo nucleo di lavoro a cui altri si aggiungeranno. Realizzando, con i suoi studenti, persino dei manifesti all’interno delle manifestazioni di strada: un primo, enorme segno grafico che verrà portato all’interno del corteo. Nelle vicende politiche, nella lotta che cresce, accanto ai filmati e alle fotografie compare una vecchia forma espressiva: un foglio di carta bianca con un’immagine e un testo.
La cronaca (che in alcuni casi è già storia) si salda con una maniera di intervenirvi e documentarne l’evoluzione fino a costituire l'agire di uno degli strumenti del cambiamento.


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Inserito da aiapzine | 14.03.12 | commenti (0) | Mostre | stampa




 
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Milano
1/2011
ISSN: 2039-9901


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