OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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Oh no! Non sono capace di disegnare un fegato

[text] Elisa Pasqual, Italy / [images] Michael Stoll, Germany

Per chi non lo conoscesse ancora, Michael Stoll, information designer e docente all'università di scienze applicate di Augusta, è anche uno dei più grandi collezionisti di infografiche al mondo. Addentrandoci nel suo archivio, reso da lui stesso consultabile liberamente on-line, scopriamo un mondo in cui il design è al servizio della conoscenza.
La sua collezione comprende esempi di mappe e infografiche a partire dagli inizi del ’900 ad oggi e ci fa riflettere su un tema ormai molto discusso: viviamo in una società in cui l'informazione, se da una parte più accessibile, è al tempo stesso sempre più complessa.
I quotidiani oggi sono ricchi di infografiche. Nessuno ha tempo di leggere e, pur essendo invisibili, i flussi dell'informazione sono divenuti decisivi.

Sostiene Michael Stoll:
“Molte persone ritengono che l'acquisizione dei dati sia un atto volontario. Viviamo, però, nella società dell'informazione, nella quale il successo di ogni individuo dipende, in maniera sostanziale, dalla quantità e dalla qualità della conoscenza posseduta. Se sei impegnato a sviluppare strategie per accelerare l'apprendimento, farai probabilmente più strada di quanti si astengono dal farlo. Non è solamente un'iniziativa volontaria: è la società che pretende da te una quantità obbligatoria di conoscenza. Per questo trasmettere sapere è un processo profondamente democratico. E non si tratta solamente di trasmettere conoscenza, ma anche di fare in modo che i lettori se ne impadroniscano.”

È di fondamentale importanza, per chi volesse addentrarsi nello studio dell’information design, comprendere quali siano le regole che permettono di veicolare un messaggio in maniera efficiente e adeguata al contesto della comunicazione. Si tratta di creare una metafora che la gente sappia decodificare ed è necessario informare le persone circa il metodo che utilizziamo per presentare le informazioni.

“Nell'information design si parla di Ensuring Perception. Dobbiamo assicurarci che ciò che stiamo mostrando venga anche percepito nel modo in cui vogliamo. Quando chiedo agli studenti di disegnare un fegato umano sulla lavagna bianca, tutti dicono: "Oh, no! Non sono capace di disegnare un fegato". Neanche io sono capace di disegnare un fegato, ma ti mostrerò cosa un designer dell'informazione può fare. Si limiterà a disegnare qualcosa che si presuppone essere un fegato e poi gli darà un'etichetta con il suo nome. Questa etichetta assicura la corretta percezione e lettura della forma voluta e, nella maggior parte dei casi, funziona anche in senso inverso, quando si mostra un oggetto che non ha ancora un nome. È come un manto sopra le informazioni stesse.”

L’intervista a Michael Stoll da cui abbiamo ricavato i due estratti, è stata pubblicata integralmente su Domus 955, febbraio 2012 ed è anche disponibile online: "L'importanza di essere assonometrici".


Inserito da aiapzine | 05.09.12 | commenti (0) | Interviste | stampa




 
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