OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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Il futuro dei libri di carta e di aria

[text] Laura Bortoloni, Italy / [images] Touch Press, Great Britain

Max Whitby è amministratore delegato di Touch Press, che dal 2010 realizza progetti di editoria multimediale e pubblicazioni digitali per iPad. Dopo gli studi in filosofia a Oxford, Whitby intraprende la carriera di produttore televisivo e realizza per BBC e PBS decine di documentari delle serie Horizon e Nova. In BBC si occupa di multimedialità nella Interactive Television Unit, esperienza che lo porta nel 1987, a creare RGB, una piattaforma dedicata alle produzioni multimediali di carattere scientifico. Nel 2004 Whitby intraprende un percorso di studi scientifici, conseguendo nel 2009 un Phd in chimica presso l'Imperial College di Londra. Quando Apple annuncia il lancio dell’iPad, Whitby sta già lavorando da un decennio a una serie di progetti divulgativi come quello della Tavola Periodica degli Elementi con Theodore Gray, celebre scrittore inglese di Popular Science. Decidono così di elaborare, in un tempo record di 60 giorni, una app da presentare contemporaneamente al lancio del tablet di Apple.
The Elements è stata scaricata ad oggi, 280.000 volte, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. L’esperienza di The Elements ha portato alla nascita di Touch Press, le cui pubblicazioni digitali per iPad spingono all’estremo le potenzialità dello strumento. Touch press ha pubblicato titoli scientifici, ma anche di cultura popolare e di arte, tra cui una versione di Waste Land di T. S. Eliot.
Whitby ha ricevuto due BAFTA e nomination per altri quattro. La sua passione per la chimica e la storia naturale affiancano e alimentano la sua attività professionale.


Si sente continuamente parlare di information design. Concetti come processo, complessità e informazione vengono spesso confusi con gli strumenti necessari a esaminare e a comprendere i dati. Qual è la sua definizione di information design?
Noi a Touch Press diamo la massima importanza all’interaction design. Il nostro compito è quello di creare sia l'architettura sia l'aspetto formale di una app, così che il lettore sia in grado di entrare in contatto, sfruttare e interagire efficacemente e piacevolmente con l'informazione.
Alcune delle abilità necessarie riguardano la comprensione della psicologia dell'utente, la pedagogia tradizionale, l’architettura dell'informazione, la tipografia, il design delle interfacce e la comprensione dello story telling e della narrazione.

Dopo i riconoscimenti e i premi come produttore televisivo, lei ha deciso di intraprendere un percorso di studi accademico in ambito scientifico, e ha conseguito un Master di ricerca in Nanotecnologie e un PhD in chimica all’Imperial College di Londra: quanto è importante per un interaction designer conoscere a fondo la materia che ha il compito di spiegare?
Saperne troppo di una materia è un enorme SVANTAGGIO per un interaction designer. Lui, o lei, deve sempre mettersi nei panni del lettore comune. Io ho intrapreso studi  scientifici non per acquisire informazioni specifiche, ma per una sfida intellettuale in un nuovo ambito di conoscenza (la mia prima laurea è in filosofia).

Quant’è importante la sua esperienza come produttore e regista per lo sviluppo dei suoi progetti di editoria digitale?
Molto. Lavorare come film maker alla BBC mi ha insegnato tre cose importanti per l’editoria digitale:
1. come raccontare una storia, e che ciò è un’abilità fondamentale su qualsiasi media
2. come gestire e motivare un team numeroso e variegato composto da tecnici e creativi in modo da consegnare un prodotto complesso nei tempi stabiliti, e pianificarne le spese
3. come collaborare con organizzazioni e professionisti esterni.

Quante persone sono coinvolte nella realizzazione di uno dei vostri progetti di editoria digitale?
In Touch Press i nostri gruppi di lavoro hanno dimensioni variabili, e sono formati da un minimo di cinque a un massimo di venti persone. I ruoli chiave sono quelli di produttore, assistente, ingegnere, direttore creativo, designer, assistente del designer, designer 3D, fotografo, video editor, compressionist, production manager. I progetti normalmente vengono sviluppati in un tempo che va da cinque mesi a un anno.

Lei ha dichiarato che il vostro obiettivo è quello di coinvolgere il pubblico e condurre il lettore all’interno del libro digitale, e quindi trasformare l’atto stesso della lettura; siete preoccupati che questi nuovi strumenti possano diventare superati in un breve lasso di tempo?
Di sicuro gli strumenti attuali diventeranno obsoleti in pochi anni o persino mesi. Ma ci auguriamo che i titoli che stiamo progettando abbiano lunga vita su piattaforme future. Naturalmente avranno necessità di evolversi e tenersi al passo con la tecnologia. Io sono fiducioso che la nostra edizione digitale di The Waste Land continuerà a essere disponibile ancora per molti decenni.

L’obiettivo di Touch Press è “ridefinire il concetto di libro. Reinventare l’editoria e cambiare per sempre l’atto della lettura”; ciò nonostante The Elements è edito anche come edizione stampata, con un gran successo. Come descriverebbe la relazione – o meglio – il processo di ri-mediazione che tiene insieme le vecchie e le nuove piattaforme?
Le edizioni digitali e quelle tradizionali lavorano benissimo insieme. The Elements ha venduto persino più copie con l’edizione cartacea (600.000) se confrontata con l’app (300.000). I due formati si completano, si rafforzano e si promuovono reciprocamente. E per quanto riguarda i nostri prossimi progetti continueranno a riguardare entrambi gli ambiti. I programmi televisivi (March of the Dinosaurus), le mostre (Leonardo da Vinci: Anatomy) e DVD (I Sonetti di William Shakespeare) offrono tutti una serie infinite di opportunità.

Quando si apre una delle vostre app di carattere scientifico, il lettore è accolto da un po’ di “zucchero” – per esempio all’inizio di The Elements c’è una canzone; qual è la sua idea di popular science e la vostra ricetta per coinvolgere il lettore senza tradire la complessità della scienza?
Il motto della BBC è divertire ma anche informare ed educare (to entertain but also to inform and to educate) il pubblico. Questo è un ottimo principio. La canzone all’inizio di The Elements è un buon modo per entrare in contatto con il lettore, soprattutto se è giovane. È una canzone spiritosa. E ridere è un ottimo modo di stimolare interesse. Ma naturalmente bisogna fare di più che offrire solo uno zuccherino.

Cosa accadrà secondo lei ai libri “di carta”?
I libri sono meravigliosi, profumano e puoi leggerli nella vasca da bagno e in piena luce del sole, non hanno bisogno di energia elettrica, puoi incartarli e metterli sotto l’albero di Natale. Di sicuro alcuni libri, come certe edizioni economiche-spazzatura, tenderanno a scomparire. Ma i libri meravigliosamente realizzati faranno per sempre parte del patrimonio della nostra cultura.


Inserito da aiapzine | 13.09.12 | commenti (0) | Interviste | stampa




 
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