OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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A³. A to the power of three

[text] Francesca Ulivari, Great Britain / [images] Francesca Ulivari, Great Britain

A³ è un progetto che esplora i caratteri tipografici e le loro connotazioni e associazioni simboliche nelle tre fedi monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo). Il progetto, nato in risposta a un bando di concorso, si è basato sulla collaborazione fra sei artisti e designer di diversa provenienza culturale e religiosa. La collaborazione ha portato a una serie di risultati grafici basati sulle similitudini tra le prime lettere degli alfabeti Latino, Islamico ed Ebraico. A³ vuole essere una metafora per l’integrazione e la coesistenza di ideologie diverse, utilizzando il design della comunicazione visiva come principale mezzo di comunicazione.

Il bando di concorso, indetto da Three Faiths Forum, organizzazione no profit che si occupa di integrazione religiosa e culturale in Inghilterra, aveva lo scopo di promuovere collaborazioni tra artisti e designer di diverse provenienze culturali e religiose, che non si conoscevano prima tra loro. Grazie a una lista di potenziali partecipanti messa insieme da Three Faiths Forum sono entrata in contatto con una coppia musulmana (lei calligrafa islamica e suo marito graphic designer) a cui ho proposto di redigere insieme un progetto per partecipare al concorso. Come specificato dal bando, l’unico requisito richiesto era la creazione di un gruppo di lavoro interculturale/religioso; inoltre, il risultato del progetto doveva avere un positivo impatto sociale ed essere adatto alla sua riproduzione su oggetti di merchandising al fine di sponsorizzare le attività di Three Faiths Forum. Nel mio caso specifico, la scelta di partecipare a un progetto simile non è stata dettata da intenti religiosi – dato il mio ateismo – quanto dalla curiosità e dalla voglia di imparare attraverso la collaborazione con gli altri partecipanti, nonché un modo per sperimentare l’integrazione culturale e religiosa nell’ambito progettuale. La direzione del lavoro è originata da una serie di confronti e discussioni preliminari all’interno del gruppo che hanno evidenziato l’esistenza di alcune connessioni simboliche tra le lettere dell’alfabeto in diverse culture e le rispettive religioni. Per esempio, la prima lettera dell’alfabeto latino A, derivata dalla lettera greca Alpha, ha una connessione con il Nuovo Testamento dove Dio dichiara di essere sia l’Alpha che l’Omega, ovvero l’inizio e la fine. Allo stesso modo Alif, la prima lettera dell’alfabeto islamico è la prima lettera nella parola ‘Allah’ e ha un valore numerico che ha un preciso significato mistico. E ancora, Aleph per il simbolismo ebraico rappresenta l’unicità di Dio. Il lavoro si è sviluppato grazie ad alcune considerazioni sulla ‘prima lettera’ negli alfabeti Latino, Ebraico e Arabo: la similitudine tra i nomi delle lettere Alif e Alef e la somiglianza formale delle lettere Alef e A hanno reso possibile stabilire una connessione iniziale tra le diverse culture e religioni. Considerato che le tre fedi Cristiana, Ebraica e Musulmana sono fondate su testi sacri, e considerata la formazione di graphic designer di tre su sei dei partecipanti, abbiamo scelto di lavorare su una soluzione tipografica con l’intento di esplorare il valore formale delle lettere e la loro connotazione simbolica nelle tre fedi. Concentrandosi sulle somiglianze, pur rispettandone le differenze, è stato possibile condividere e approfondire la conoscenza delle tre religioni e delle rispettive culture.
Data la necessità di aggiungere al gruppo di lavoro alcuni rappresentanti della religione ebraica, abbiamo trovato due artiste ebree interessate al progetto, con le quali abbiamo condiviso il progetto e vinto uno dei tre finanziamenti stanziati per il concorso. Il progetto ha così avuto inizio, ma non senza difficoltà! Le differenze culturali e religiose, gli impegni personali di ognuno nonchè le difficoltà logistiche dovute alla complessa struttura urbana di Londra hanno avuto un impatto sullo sviluppo del progetto. Abbiamo iniziato a lavorare insieme poco prima dell’inizio del Ramadan, il che ha reso molto difficile organizzare degli incontri, normalmente quasi impossibili da fissare durante il weekend anche perché durante lo Shabbat le artiste ebree avevano difficoltà a spostarsi da una parte all’altra della città così come a ricevere messaggi SMS o email. È stato molto interessante entrare così a stretto contatto con queste diverse realtà, conoscerne le caratteristiche e riuscire a gestirle anche in funzione del buon andamento del lavoro. Nonostante tutto, con tempi dilatatissimi e con diversi problemi di comunicazione, siamo riusciti a lavorare insieme per ottenere un risultato comune che esprimesse le peculiarità delle tre religioni monoteiste e che potesse così essere apprezzato dal pubblico a prescindere dal contesto culturale di appartenenza. Il nome del progetto, A³ (A to the power of three), è stato infatti scelto per evidenziare la potenzialità della collaborazione inter-culturale e religiosa e anche il logo, sebbene possa non apparire chiaro a prima vista, è costituito dalla combinazione di pezzi della prima lettera degli alfabeti Latino, Ebraico e Islamico. La precisa intenzione di lavorare per ottenere un risultato comune e condiviso ha insegnato a tutti a giungere a vari compromessi, nell’accezione positiva del termine, e a rinunciare a ogni inclinazione personale (approccio al progetto, gusto, tempi, modalità, ecc.) in favore del progetto stesso. Questo è stato uno degli aspetti più edificanti in quanto ha reso tangibile il senso della collaborazione tra persone sconosciute nonché tra culture e religioni, solo apparentemente molto diverse. Partendo dai puri valori estetici e formali delle lettere abbiamo approfondito la comprensione delle rispettive culture/fedi e la loro interazione nel corso della storia.
In termini di risultati pratici, la collaborazione ha portato alla realizzazione di una serie di poster realizzati in serigrafia e stampa a caratteri mobili che sono poi stati esposti in varie mostre in Inghilterra organizzate da Three Faiths Forum.Dagli incontri del team di progetto è emersa fin dall’inizio la necessità di creare una base per il progetto attraverso la definizione di un contesto teorico ancor prima di quello creativo e artistico. Per questo abbiamo scritto delle brevi introduzioni alle storie delle prime tre lettere, A, Aleph e Alif, degli alfabeti latino, ebraico e islamico. Queste storie sono poi state stampate in caratteri mobili e incorniciate insieme come ‘trittico’.
Di seguito sono riportate le traduzioni dall’inglese dei tre testi.
Aleph
Alef è la prima lettera. Non ha un suono specifico ma solo il suono prodotto quando si inizia a emettere ogni suono: se apri la bocca e cominci a produrre un suono...Fermati! Questa è Alef. Alef allude alla molteplicità unificata di Dio in quanto ha valore uguale ad uno. Se scritta al contrario significa ‘Pele’ (mistero e meraviglia). Ogni lettera santa funge da collegamento tra cielo e terra. Lo Yud superiore della lettera indica spiritualità, mentre lo Yud inferiore rappresenta il mondano. A collegare i due Yud è una lettera Vav, che collega le nostre inclinazioni fisiche e spirituali. Alef ci insegna che possiamo ascendere al divino.
A/Alpha
Nel Nuovo Testamento, Dio dichiara di essere 'Alfa e Omega', il principio e la fine, il primo e l'ultimo (Apocalisse 22:13). Alpha è la prima lettera dell'alfabeto greco, che deriva dal simbolo fenicio che rappresentava la testa di un bue. La parola Alpha deriva da Alpho (ἄλφω) 'inventare' dunque è la 'prima lettera inventata'. Plutarco attribuiva le vocali ai pianeti, e Alpha era collegata con la luna. Anche i buoi erano collegati con la luna nei simbolismi religiosi Sumeri e Egizi, forse a causa della forma a mezzaluna delle corna.
Alif
Per secoli la lettera Alif ha giocato nella fantasia dei grandi mistici, poeti e calligrafi dell'Islam. La sua forma alta e snella è stata spesso paragonata a un essere umano. Ha un torace e un osso sacro, il movimento tra i due è di uguaglianza. Inoltre, è la prima lettera di Allah e di Adamo, il primo uomo. Alif ha il valore numerico di 1 (come nell'alfabeto ebraico), e per questo è il simbolo perfetto per rappresentare l'unità e l’interezza di Dio. Alif determina le proporzioni delle lettere rimanenti dell'alfabeto arabo, che sono viste come discendenti di Alif come l'umanità discende da Adamo.

Successivamente abbiamo realizzato un Kufic, antica scrittura araba, che rappresenta la parola ‘unity’ (unità) in tre lingue diverse: Inglese, Ebraico e Arabo. Lo abbiamo poi stampato in serigrafia sperimentando con diversi inchiostri, combinazioni di colori e tipi di carta.Inoltre, abbiamo creato dei pattern combinando insieme A, Aleph e Alif, che abbiamo poi impaginato in un altro poster assieme a disegni che illustrano le varie connotazioni simboliche delle tre lettere. 
Questo progetto è stato principalmente uno straordinario processo di apprendimento che ci ha portato a tessere insieme migliaia di anni di convenzioni. Anche se non è stato un percorso facile, ci ha comunque permesso di re-inventare e ri-comprendere le diverse culture da un punto di vista di armonia e unità, un argomento che crediamo oggi sia più attuale che mai. Infatti, a livello di possibili futuri sviluppi, vorremmo espandere il concetto di collaborazione inter-culturale attraverso l’organizzazione di una serie di laboratori aperti al pubblico e la creazione di un network di artisti e designer provenienti da diversi contesti, è questa un’idea a cui stiamo lavorando al momento con convinzione.


Il progetto A³ (A to the power of three), nasce da una collaborazione tra Soraya Syed Sanders, Mukhtar Sanders, Francesca Ulivari, Edward Johansson, Orly Orbach e Avielah Barclay.


Inserito da aiapzine | 13.12.12 | commenti (0) | Tipografia | stampa




 
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1/2011
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