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DOS / disegnare oggetti sonori

[text] Mario Fois, Italy [images] Mario Fois, Italy

All’Auditorium Parco della Musica, fino al 24 febbraio è possibile visitare la suggestiva mostra DOS disegnare oggetti sonori sul tema del rapporto tra oggetti e suono. Come scrivono le due curatrici Domitilla Dardi e Elisabetta Pisu «Gli oggetti sonori possono far percepire vibrazioni, avvisare con allarmi e rumori, accompagnare con note di sottofondo le nostre emozioni. Riescono a farci divertire e commuovere, ma anche ispirare nuovi modi di creare e ascoltare la musica

La mostra, che è suddivisa in quattro sezioni, ascolto, oggetti sonori, musica, installazioni, permette di approcciare il tema da differenti punti di vista: il design dei riproduttori audio, gli oggetti che comunicano la loro funzione attraverso il suono, l’evoluzione possibile degli strumenti musicali, la sperimentazione pura.
Ma per un progettista rappresenta un’occasione in più: l’opportunità di verificare ‘concretamente’ le potenzialità di una progettazione integrata e sinestetica che, nonostante sia ancora poco praticata ed insegnata nelle scuole, sembra essere una delle più congeniali alle potenzialità percettive della mente umana e una delle più adatte allo sviluppo e all’utilizzo delle tecnologie virtuali.
È possibile presentare queste possibilità con un occhio al futuro, selezionando quattro progetti tra quelli esposti o visibili durante l’interessante cartello di eventi organizzato a supporto della mostra. Oltre al rapporto suono / oggetto / immagine l’idea che sembra emergere è un fecondo rapporto tra materiale e immateriale in cui l’uno si compenetra nell’altro, attivando forse aree percettive del cervello normalmente non stimolate.

Freewheeler di Ron Arad e Francesco Pellisari, che libera "il suono dai cavi di alimentazione elettrica e la forma dall’immobilismo", caratteristica di tutti i diffusori audio, adottando una soluzione "capace di rotolare nello spazio per diffondere il suono nella massima indipendenza di forma e alimentazione." Un progetto che, aggiungiamo, sembra suggerire ‘una forma del suono’, un’’associazione iconica’ su cui molti designer hanno lavorato e lavorano ancora, con l’idea di coinvolgere il senso della vista e gli aspetti più prettamente culturali, nell’ascolto musicale.

Open Mirror di Habit(s) Studio, che propone un’innovativa idea di ‘specchio musicale’ con il quale "il semplice atto di guardarsi allo specchio può divenire l’occasione per gestire la musica che più ci piace con un semplice movimento delle mani, anche quando queste siano bagnate" che sfrutta una avanzata tipologia di sensori in grado di intercettare gestualità di tutti i giorni e di conferirgli nuove valenze.
Un approccio che suggerisce oggetti multifunzione molto adatti ai ridotti spazi abitativi contemporanei. 

Airpiano di Omer Yosha, una tastiera musicale in cui le mani non toccano i tasti, interessante e forse ancora iniziale prototipo di una nuova possibile evoluzione di un’interfaccia musicale che, grazie all’utilizzo di sofisticate tecnologie, permette di suonare semplicemente muovendo le mani nell’aria, liberando idealmente il musicista dalla pesantezza del tocco pianistico.

Toccata di Angelo Semeraro, installazione interattiva 'on-screen' prodotta da Fabrica, in questo caso "Un tessuto reagisce ai movimenti dei visitatori, cambiando forme e colori. Un arpeggio di toni sinusoidali e rumori viene generato per dare un ulteriore feedback e per rendere l’esperienza del visitatore più coinvolgente."
Un’ipotesi sperimentale che prefigura future applicazioni pratiche o commerciali come quelle relative a segnaletiche che si attivano al passaggio degli utenti o cartelloni pubblicitari che adeguano il messaggio alla situazione ambientale.

Se ad oggi sappiamo qualcosa sulle sinestesie visivo/uditive, la mostra ci consente di andare oltre e di focalizzare quanto forti siano le possibilità offerte da una sensorialità ancora più completa, mentre invece la nostra ‘mente incarnata’, attraverso la leggerezza offerta della virtualità, sembra potersi muovere e pensare in modo plasticamente più libero: in definitiva una mostra da vedere con l’udito e da sentire con lo sguardo, ma soprattutto da esplorare con la mente.


 LINK


www.dosdesign.org
Open Mirror
Airpiano
Toccata


Inserito da aiapzine | 18.02.13 | commenti (0) | Mostre | stampa




 
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