OSSERVATORIO INTERNAZIONALE DI DESIGN / INTERNATIONAL DESIGN OBSERVATORY
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R.I.P. Paolo Rosa

[text] aiapzine staff, Italy / [images] Studio Azzurro, Italy

Se n'è andato di repente come per frutto di uno dei tanti effetti ottici che con Studio Azzurro adoperava per i suoi progetti. Quegli effetti che ci avevano accompagnato dolcemente nel mondo multimediale, dove la tecnologia non era infida e sconosciuta ma diventava semplice e arrendevole nelle loro mani, finalizzata a supportare una trama narrativa sempre in grado di coinvolgerci, farci riflettere, commuoverci, stupirci. Abbiamo imparato negli anni a collegare a quei progetti la sua presenza sempre discreta e competente, misurata nel descrivere un percorso progettuale che dalle sue parole appariva quasi spontaneo, generato naturalmente dal tema stesso, ma sappiamo che così non era. Abbiamo imparato negli anni a conoscerne le qualità non solo intellettuali, di persona disponibile e attenta all'ascolto. Lo ricordiamo tra gli acuti relatori di Aiap Design Per a Cagliari nel 2011 e tra gli amabili conversatori sotto gli alberi di Piazzetta Savoia dove fine settembre ci aveva regalato un ultimo pezzo di estate.



Paolo Rosa
Nato a Rimini nel 1949, Paolo Rosa svolgeva la sua attività all'interno dello Studio Azzurro, un ambito di ricerca artistica sul video e sui nuovi linguaggi introdotti dalla tecnologia.
 Dopo gli studi all'Accademia di Brera, si occupa di Arti Visive partecipando a varie esposizione (Festival dei Due Mondi di Spoleto 1974; Quadriennale di Roma 1974; Biennale di Venezia 1976), e promuovendo varie iniziative ("Laboratorio di Comunicazione Militante" e "Fabbrica di Comunicazione"). Si interessa di cinema dal 1979, anno in cui realizza il film Facce di festa (Mostra del Cinema di Venezia 1980). Nello stesso periodo idea ed organizza insieme ad altri la prima rassegna "Filmmaker" a Milano.
 Dal 1982 fa parte di Studio Azzurro. In questo ambito produttivo inizia insieme a Fabio Cirifino, Leonardo Sangiorgi e successivamente Stefano Roveda, un’attività di ricerca particolarmente indirizzata nel settore delle videoambientazioni (tra cui: Luci di inganni, Il nuotatore, Vedute, il ciclo Storie per corse e il ciclo Osservazioni sulla natura).
 Nel 1985 dirige L'osservatorio nucleare del sig. Nanof, lungometraggio interpretato da Giorgio Barberio Corsetti, con il quale successivamente realizza i tre spettacoli teatrali: Prologo a diario segreto contraffatto (1985); Correva come un lungo segno bianco (1986) e La camera astratta (1987) commissionata da Documenta 8 di Kassel (premio UBU per il teatro di ricerca). 
Prosegue l'interesse per il cinema fondando con altri registi la cooperativa per la promozione del cinema indipendente "Indigena" con cui realizza il mediometraggio La variabile Felsen (1988) con Cochi Ponzoni, e il film-saggio Rimini Lux da materiali di repertorio dell’Istituto Luce (1993). Contemporaneamente mette in scena alcuni spettacoli di teatro musicale con il compositore Giorgio Battistelli, Il combattimento di Ettore e Achille (1989); Kepler's Traum (1990), un’opera lirica realizzata per Ars Electronica di Linz. 
Con lo studio teatrale Delfi (1990) realizzato con Moni Ovadia e Piero Milesi; con le videoambientazioni Visit to Pompei (Biennale di Nagoya 1991); Il giardino delle cose (Triennale di Milano 1992) e Il viaggio, sperimenta l'uso di telecamere agli infrarossi e raggi X. Tra il 1992-1993 ha lavorato a una grande Mostra monografica dell’attività di ricerca di Studio Azzurro Videoambienti 1982-1992, presentata alla Fondazione Mudima di Milano e ai Musei Laforet di Kokura, Nijgata e Tokio. In seguito firma con Moni Ovadia lo spettacolo Ultima forma di libertà, il silenzio per le Orestiadi di Gibellina 1993, e il cortometraggio Dov'è Yankel? presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 1994.
 Da parecchi anni si interessa alle attuali problematiche dell'interattività e del multimediale realizzando una serie di "ambienti sensibili", tra cui l'installazione Tavoli (1995, Triennale di Milano); Coro (1995, Mole Antonelliana di Torino); lo scenario video-interattivo Totale della battaglia (1996, Baluardo S.Paolino di Lucca); la videoinstallazione permanente Il giardino delle anime (1997, Museo New Metropolis di Amsterdam); Il soffio sull'angelo (1997, Università di Pisa). All’insegna dell’interattività è stato realizzato anche The Cenci (1997, Teatro Almeida di Londra), un’opera musicale progettata con il compositore Giorgio Battistelli. Sempre con Battistelli firma le regie di Giacomo mio, salviamoci! (1998, Teatro Lauro Rossi di Macerata) opera realizzata su libretto di Vittorio Sermonti in occasione del bicentenario della nascita di Giacomo Leopardi; e di Il fuoco, l’acqua, l’ombra (1998, Festival di Tanz di Bonn) un omaggio al regista russo Andrej Tarkovskij.
 Per il suo lavoro ha conseguito vari riconoscimenti, tra cui: Premio Alinovi 1995; Premio Quadriennale 1996; Gran Premio Transmediale di Berlino 1998.
 Inoltre, ha realizzato numerosi programmi video e televisivi; è intervenuto con scritti e riflessioni teoriche; ha svolto attività in campo formativo e didattico con workshop e seminari, tra cui Pensare l’arte con Carlo Sini e Jacques Deridda (1997).
 Attualmente stava lavorando alla realizzazione del suo secondo lungometraggio "Viaggio nella mente di un uomo che non dimenticava nulla", dal libro di Aleksander Lurjia. Se ne è andato all'improvviso nell'agosto del 2013.


Inserito da aiapzine | 22.08.13 | commenti (0) | Notizie | stampa




 
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1/2011
ISSN: 2039-9901


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