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Trenitalia. Analisi e restyling

[text] Otto Climan, Italy / [images] Otto Climan, Italy

Nel 2001 gli architetti Marco Negroni e Luca Monica si aggiudicano il mandato per il progetto di riqualificazione voluto dal Gruppo Ferrovie dello Stato, insieme alla collaborazione dello studio Vignelli Associates di New York, vero e proprio guru del packaging, graphics e publication design, architectural design.

Dopo più di 10 anni, il progetto originale ha cominciato a smagliarsi, dando origine ad una moltitudine di artefatti assolutamente incoerenti tra di loro e caratterizzati dalla totale assenza di progetto grafico atto a  enderli facilmente fruibili dall’utente. Le attuali stazioni ferroviarie italiane presentano una segnaletica lacunosa, fallace e di difficile lettura; i biglietti sono costosi da produrre e complicati da decifrare per le persone con delle disabilità anche lievi.
Questa piccola pubblicazione vuole occuparsi di analizzare i punti  deboli dell’attuale immagine delle Ferrovie dello Stato, cercando di proporre delle soluzioni intelligenti per ridare lustro alla compagnia  e per dimostrare che è forte l’attenzione dedicata all’utente. Un buon progetto grafico permetterà di orientarsi con facilità anche nella fretta di un cambio treno, senza perdere tempo, comprendendo le informazioni necessarie in quel momento e senza promisquità con il sistema di avvisi pubblicitari o di indicazione generica.


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la galleria delle immagini della tesi


Titolo / Trenitalia. Analisi e restyling
Autore / Otto Climan
Università / IUAV, Treviso
Corso di Laurea / Laurea in Disegno Industriale
Anno Accademico / 2012/2013


Otto Climan
info@ottocliman.it
www.ottocliman.it
www.be.net/OttoCliman


Inserito da aiapzine | 26.01.14 | commenti (1) | Tesi, ricerche, studi | stampa




commenti:

  Una ennesima rivisitazione del marchio FS, ormai consolidato dopo le vicissitudini e polemiche risalenti ormai ai decenni trascorsi (vedi Notizie Aiap n.3/ottobre 1995, nonché Tesi pubblicata da VdR periodico mensile delle FS novembre 1989) anche se con piccole modifiche migliorative, credo sia cosa abbastanza superflua.

Altra cosa è rivedere in maniera funzionalmente critica la grafica generale e il coordinamento,
attuato o male attuato, previsto dal lavoro di Vignelli.

Innanzi tutto si evidenzia l\'imposizione del carattere Futura tondo, elegante ma metricamente inadatto ad adattarsi a supporti che a parità di visibilità a distanza richiedono spaziature corte,
esempio più banale le targhe delle stazioni. Che nello stesso standard dimensionale devono contenere \"Cavi\" e \"Casalpusterlengo\".
Inoltre la scelta, forse nostalgica verso il passato del colore blu in negativo o positivo col bianco.

Per un discorso complessivo molto ci sarebbe da dire, ma fu scelta precedente a Vignelli, quella delle livree di vagoni e motrici.
Qui, aldilà della grafica. sorprende la scelta, dal punto di vista tecnico/economico, della prevalenza del bianco, notoriamente sporchevole soprattutto in un regime di scarsa attenzione nonchèdi risorse delle FS per le maggiori pulizie necessarie.
In aggiunta si è perseverato in questa scelta con le recenti \"Frecce bianche\" aumentando la superfice candida. Tali treni che poi altro non sono che carrozze Intercity rivisitate.

Trovo quindi certamente utile, oltre che esteticamente, rivedere la tipografia coordinata con l\'introduzione del verde e del rosso e l\'articolazione di un font più adeguato.
Ma va ricordato anche però, da parte di chi ha vissuto parecchio….nel novecento, che prima dell\'intervento di Vignelli, per quasi un secolo il brand coordinato FS non esisteva o veniva
affidato a ogni \"piano quinquennale\" a qualche ingegnere fantasioso, vedere gli svariati marchi succedutisi e i treni composti da vagoni di ogni colore..purché orrendo.

Il problema come ben sappiamo è sempre quello, la consapevolezza e la consequente corretta applicazione da parte del committente dei concetti, se validi in ogni aspetto, del progetto di immagine coordinata.

Purtroppo ciò non avviene in contesti molto meno complessi di una grande azienda come FS, quindi,
non mi resta che augurare buona fortuna per la ricerca.

Giuseppe Colombo

giuseppecolombo il 05 feb 14 alle 11:34



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ISSN: 2039-9901


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